Bernardo di Chiaravalle

Troverari più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.
( Bernardo di Chiaravalle)

John Ruskin

Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori delle torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle.
(John Ruskin)

mercoledì 21 marzo 2012

La leggenda del Lago delle Streghe. Alpe Devero.






Ho già ampiamente trattato la leggenda del lago delle streghe dell'Alpe Veglia (la leggenda dell'alpe Veglia). Questa volta voglio soffermare l'attenzione dell'attento lettore su quello che viene narrato intorno al laghetto del parco naturale dell'Alpe Devero.
La differenza con quella dell'alpe Veglia risiede nel riscontro che questa leggenda trova nella storia della Valle del Devero e nei segni che la stessa ha lasciato nelle menti di generazioni di alpigiani.
La presenza delle streghe nella piana del Devero è stata talmente sentita e vissuta da far interpretare casuali segni della natura come opera dell'uomo per assicurarsi i favori del maligno; un chiaro esempio di questo modo di pensare è l'interpretazione che è stata fornita da più parti sullo strano macigno di pietra posto nelle vicinanze del laghetto; la forma del masso è sicuramente bizzarra ma spingersi a pensare che possa assomigliare all'organo sessuale femminile mi sembra quantomeno tirata; ma così è stato per secoli.
La prova di tanto accanimento interpretativo è riscontrabile negli incartamenti dei processi ad alcune donne di Croveo e Baceno; queste riferiscono che il demonio si manifesta nelle vicinanze di un masso, nella cavità oscura che c'è dietro di esso.
Le prove secondo alcuni non si esauriscono qui. Nelle vicinanze di questo masso ve ne è un secondo a forma quadrangolare che potrebbe sembrare un leggio sul quale le zelanti donne si inginocchiavano per lanciare i loro riti propiziatori.
Inoltre su di un'altra rupe vi sono incise delle lettere ( S e forse C) con due croci; Le lettere potrebbero essere quelle di un prete o un inquisitore che cercarono in qualche modo di cristianizzare quello strano posto invaso dalla malvagità.
Un'ultima ma non trascurabile annotazione: la rupe sulla quale sono incise le lettere con le croci è liscia: potrebbe essere stata così plasmata da secoli di riti di scivolamento: questi servivano ad assicurare alle donne la fertilità e la possibilità di avere figli sani. Questa non è una prerogativa di questo minuscolo angolo di paradiso delle alpi Lepontine, ma è riscontrabile in molti altri luoghi delle alpi.

4 commenti:

Anna Bernasconi ha detto...

Quest'estate dovrò andare a vedere! ;-)

fabio ha detto...

devi andarci assolutamente è un posto splendido, il giardino delle alpi Lepontine.

asophia82 ha detto...

che meraviglia

fabio ha detto...

Il luogo incantato e fiabesco attende tutti coloro che abbiano voglia di salirvi.
A presto.